NONA TAPPA

DALLA FERDINANDEA A BIVONGI E STILO



ALTITUDINE: minima 276 m., massima 1061 m.
TEMPO DI PERCORRENZA: 3/4 ore
DIFFICOLTA': E
SEGNAVIA: rosso-bianco-rosso
APPOGGI: ospitalità diffusa, ristoranti, alimentari a Bivongi; alberghi, ristoranti, alimentari a Stilo
INTERSEZIONE CON STRADE ASFALTATE: a Bivongi


Lasciata la Ferdinandea (m.1061) si attraversa il torrente Stilaro, che scorre alle sue spalle, e ci si incammina, piegando a destra alla prima biforcazione, lungo il sentiero che lo costeggia. Dopo un breve tratto in discesa il sentiero prosegue a mezza costa con ai margini la condotta d'acqua che alimentava la centrale idroelettrica di Bivongi.
Si supera una breve galleria scavata nella roccia e, dopo un breve tratto, si aggira una seconda galleria prima di giungere ad un punto panoramico caratterizzato da alcune costruzioni in pietra (m.990) e da una vecchia e diruta costruzione in legno dove convergono i tubi della condotta che da questo punto diventa forzata e scende ripidamente a valle verso la vecchia centrale.

Il sentiero segue per alcune centinaia di metri la condotta, poi la abbandona definitivamente per seguire la linea di crinale. Suggestivi sono, in questo tratto, gli scorci panoramici: il sentiero, infatti, si affaccia sia sulla vallata del torrente Ruggero sia su quella dello Stilaro con le sue spettacolari cascate. Una fitta macchia mediterranea caratterizza l'ultimo tratto del sentiero che raggiunge il letto dello Stilaro un centinaio di metri a valle delle cascate del Marmarico (m.442). Nel periodo estivo si consiglia un bagno ristoratore nella grande pozza alla base delle cascate.

Si segue quindi il torrente e i sentieri che lo costeggiano fino a quando, attraversato definitivamente lo Stilaro lungo uno stretto camminamento in cemento, ci si immette nella strada sterrata che porta a Bivongi (m.276).

Per chi lo desidera: dopo avere percorso per un buon tratto la strada sterrata si piega a sinistra alla prima biforcazione e si scende fino allo Stilaro. Si prosegue lungo il fiume, quasi sempre sulla sinistra. Si passa sotto un arco sul quale scorre l'acqua di una condotta e in breve si arriva ai Bagni di Guida. Da qui, proseguendo lungo il fiume, si raggiunge l'abitato di Bivongi.

Da Bivongi, lungo la strada asfaltata e le strette vie del paese, si possono raggiungere, in brevissimo tempo, Pazzano (m.410) e Stilo (m.400).
Bivongi, adagiato in una verde conca tra le fiumare Melodari e Stilaro, affonda le sue radici nella Magna Grecia. Sarebbero stati infatti i superstiti dell'antica città di Kaulon a sistemarsi in questa vallata.

Fu Casale della Certosa di Santa Maria del Bosco e il suo centro storico, antichissimo e ben conservato, è caratterizzato da anguste viuzze sulle quali si affacciano le abitazioni attaccate quasi sempre le une alle altre.

Nei pressi di Bivongi, unico esemplare di architettura bizantino-normanna, sorge il Monastero di San Giovanni Theresti (XI sec.) restaurato di recente e restituito al culto.

Pazzano è stato un importante centro minerario. La sua storia, il suo sviluppo e la sua decadenza vanno di pari passo con lo sfruttamento delle miniere iniziato in epoca remota e protrattosi fino ai primi anni di questo secolo. Anche nel territorio di Pazzano è stata forte la presenza dei monaci basiliani.

L'eremo di Santa Maria della Stella, ricavato in una grotta naturale (m.682) ed il Convento, di epoca successiva, sono ancora oggi meta di pellegrinaggio e di preghiera. Stilo, fondata nel VII secolo dai profughi di una città marittima distrutta dagli arabi, è stato, per tutto il Medioevo, un importante centro di vita monastica e culturale. Il suo figlio più illustre, Tommaso Campanella, è stato filosofo tra i più insigni ed autorevoli.

Il centro storico del paese conserva monumenti architettonici di notevole rilievo: la Chiesa di San Francesco, tardo barocca; la piazza di San Giovanni Theresti, sulla quale si affacciano l'ex Monastero dei Liguorini e la Chiesa di San Giovanni Theresti; la Chiesa di San Giovanni da Tolentino; la Chiesa di San Domenico, opera di vaste proporzioni, con annesso il Convento in cui visse Tommaso Campanella; il Duomo, la cui costruzione risale al XIII-XIV secolo.

Un po' fuori dal centro abitato, verso il Monte Consolino (m.701) che domina Stilo con i resti del castello Normanno, l'escursionista troverà uno dei monumenti più importanti dell'intera regione: la Cattolica di Stilo.

Si tratta di una piccola chiesa Bizantina del X secolo, perfettamente conservata, che riproduce un tipo di architettura frequente negli edifici sacri del Peloponneso, dell'Armenia, della Georgia e dell'Anatolia dove, peraltro, non esistono testimonianze architettoniche così ben conservate.

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