PRIMA TAPPA

Da Gambarie ai piani di Carmelia

DATI TECNICI DELLA TAPPA

ALTITUDINE: minima 1247 m., massima 1425 m.
LUNGHEZZA TAPPA: 16 km.
DISTANZA PIANI CARMELIA - RIFUGIO “IL BIANCOSPINO” 2,5 km.
TEMPO DI PERCORRENZA: 5/6 ore
DIFFICOLTA': E
SEGNAVIA: rosso-bianco-rosso
ACRONIMO: SB
NUMERO CATASTO SENTIERI PNA 100

INTERSEZIONE CON STRADE ASFALTATE

• Strada Pidima-Quarti di servizio all’impianto sciistico Telese
• Strada di collegamento tra SP 3 e i Piani di Carmelia
• Piani di Carmelia, a 300 metri dalle fontane

DESCRIZIONE DELLA TAPPA


Dalla Piazza Mangeruca di Gambarie (m.1304) ci s’incammina lungo la SP 3, in direzione Nord-Est. Si evita il sentiero che, subito dopo il piazzale, sale sulla destra adiacente alla Caserma Forestale e, dopo 550 m. circa, s’imbocca, sulla destra, il sentiero individuato da segnavia di colore rosso-bianco-rosso con al centro, di tanto in tanto, l’acronimo SB.

Dopo un breve tratto rettilineo, si piega di 90° gradi a sinistra e si prosegue lungo il sentiero che si snoda nel Bosco di Gambarie (Terreni Rossi) prima di dirigersi, in discesa, verso la Fiumara Saltolavecchia.

Guadata la fiumara (nel periodo invernale, a causa della maggiore portata d’acqua, è necessaria perizia e prudenza) si risale, per un breve tratto, fino alla strada interna Pidima-Quarti che serve l’impianto sciistico denominato Telese.

Si piega a sinistra, lungo la strada Pidima-Quarti, per circa 350 m., quindi s’imbocca, sulla destra, superando un dislivello di pochi metri, il sentiero che attraversa la faggeta a ridosso del Laghetto Rumia. Si prosegue in direzione Nord-Ovest, attraversando più di un ruscello (secco nel periodo estivo), fino ai Piani Quarti (m.1343), caratterizzati da alcune costruzioni in pietra della dismessa Azienda Boschiva Versace.

Si procede lungo il margine dei Piani, si piega a destra e, dopo un breve tratto in salita lungo una strada sterrata, si piega repentinamente a sinistra per immettersi nel sentiero che scende a zig-zag fino al ruscello che scorre lungo il Vallone delle Serre.

Guadato il ruscello (nel periodo invernale, a causa della maggiore portata d’acqua, è necessaria perizia e prudenza) e riguadagnata quota si segue il sentiero che s’insinua per un breve tratto nella boscaglia, fino a intercettare l’antica strada, in parte acciottolata, che sale, sulla destra, verso i cosiddetti Monumenti di Nino Martino.

Attraversata la strada acciottolata, guardando a sinistra, si prosegue, lungo la strada in parte asfaltata (con asfalto in disfacimento), in parte sterrata, che sale dolcemente in direzione Nord-Est.

Alla sorgente Acqua del Monaco (m.1425), che l’escursionista trova alla sua destra, a poche decine di centimetri da terra, si può fare rifornimento d’acqua.

Lasciata la sorgente, si sale, per un breve tratto, fino a uno slargo dal quale si dipartono due strade sterrate. Ci s’immette in quella di sinistra, che si snoda a mezza costa, per seguirla fino a quando, da una curva destrorsa in leggera salita, si dirama, sulla sinistra, una vecchia camionabile, un tempo utilizzata per il taglio del bosco, che scende ripidamente a valle fino alla strada sterrata che dal mausoleo di Garibaldi s’inoltra verso il ponte dell’Albara (m.1341).

Si percorrono pochi metri verso sinistra prima di immettersi, sulla destra, nella strada sterrata che scende fino al Passo delle Due Fiumare (m.1247).

Il Passo è caratterizzato da una pittoresca caduta d’acqua, dovuta allo sbarramento artificiale realizzato per alimentare la condotta che serve la centrale idroelettrica del Vasì, ristrutturata di recente.

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A monte dello sbarramento s’incontrano e si fondono la Fiumara Vasì e quella del Cervo (Passo delle due Fiumare).

Guadata la Fiumara Vasì e, subito dopo, la Fiumara del Cervo (nel periodo invernale, a causa della maggiore portata d’acqua, è necessaria perizia e prudenza), ci s’inerpica lungo il sentiero che, ben presto, si immette in una più comoda strada sterrata di mezza costa.

Si piega a sinistra e si segue, per un breve tratto, la strada sterrata che si sviluppa a mezza costa. Alla prima biforcazione (caratterizzata da un pozzetto dell’acquedotto) si piega a destra per proseguire, dopo avere superato un ruscello, fino alla piacevole radura del Piano Melia (m.1350).

Si prosegue verso sinistra, lungo la strada, in parte acciottolata, che dopo un centinaio di metri si abbandona, per immettersi, verso destra, nel sentiero che s’insinua nella boscaglia. A pochi metri dal sentiero, poco in basso, sulla sinistra, corre la strada interna di collegamento tra la SP 3, che ha inizio a circa un chilometro dal ponte sulla Fiumara Vasì, e i Piani di Carmelia.

Si guada un ruscello e si prosegue, immersi nel bosco, fino a quando ci s’immette nella strada sterrata che si snoda nei pressi di una radura circondata da secolari alberi di pino. Da qui il sentiero scende fino a un secondo ruscello. Si guada, si riguadagna quota e si prosegue per qualche centinaio di metri prima di incrociare, nei pressi di una fiumarella, la strada asfaltata che in poche centinaia di metri conduce alle fontane dei Piani di Carmelia (m.1305) animati, nella buona stagione, da agricoltori, pastori e villeggianti.


Chi desidera fare tappa a Zervò - Sanatorio, segue, per un brevissimo tratto, la strada asfaltata che conduce alle fontane quindi, sulla destra, s’immette nel sentiero che prosegue verso Zervò.


Ai Piani di Carmelia, a poco più di due chilometri dalle fontane, si può mangiare e dormire al Rifugio “il Biancospino”.

Si può anche mangiare e dormire in tenda presso il Bar-Ristoro “Il Cavallino”, a circa cento metri dalle fontane.

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