SECONDA TAPPA

DA CARMELIA A ZERVÒ (SANATORIO)



ALTITUDINE: minima 1158 m., massima 1490 m.
TEMPO DI PERCORRENZA: 4/5 ore
DIFFICOLTA': E
SEGNAVIA: rosso-bianco-rosso
APPOGGI: trattoria, ostello (in estate) a Zervò
INTERSEZIONE CON STRADE ASFALTATE:
1) strada per i Piani di Junco a poche centinaia di metri dall'incrocio di monte Fistocchio
2) strada Carmelia-Zillastro all'altezza di Croce Toppa
3) Zervò


Lasciata Carmelia (m.1305) in direzione Sud si ritorna al punto in cui il sentiero Delianuova - Bova interseca il Sentiero del Brigante. Si piega a sinistra per risalire lungo le pendici della montagna seguendo prima un vecchia strada sterrata e poi un sentiero, appena accennato, che porta verso il basso crinale di monte Cannavi.

Giunti quasi in sommità si prosegue, sempre a sinistra, fino ad incrociare, a poche decine di metri dalla sorgente Le Fontanelle, la strada sterrata che, da Portella di Mastrangelo (m.1438), scende verso Camelia. Attraversata la strada si imbocca il sentiero che scende dolcemente e subito dopo risale fino ad incrociare la strada asfaltata che dai Piani di Junco sale verso monte Fistocchio : si consiglia una breve deviazione per guadagnare la vetta di monte Fistocchio dalla quale si può godere di incantevoli scorci panoramici. Si sale lungo la strada asfaltata e in prossimità dell'incrocio con la strada di cresta si sale sulla sinistra fino in cima.

Si attraversa e si prosegue a mezza costa lungo le pendici di monte Fistocchio fino a quando, al Passo della Cerasara, il sentiero lambisce la strada asfaltata che da Montalto scende verso monte Scorda e San Luca. Si prosegue, scendendo lungo una vecchia camionabile, fino alla Croce Toppa, una piccola croce in ferro situata su un terrapieno ai margini della strada asfaltata che da Camelia conduce a Zervò.

Si segue la strada asfaltata fino a quando, sulla sinistra, non appare, ai Piani di Zervò (m.1158), l'imponente struttura del Sanatorio. Il Sanatorio, realizzato per accogliere i malati di tubercolosi, fu inaugurato il 28 ottobre 1929 ma dopo pochi anni, a causa del clima freddo-umido della zona, poco compatibile con le esigenze dei malati, cessò di svolgere la propria funzione e fu abbandonato. Col tempo la struttura, costituita da nove padiglioni, è stata danneggiata dalle intemperie e dagli uomini.

Alcuni padiglioni, ristrutturati negli anni passati, avrebbero dovuto accogliere una scuola del Corpo Forestale dello Stato e un ostello della gioventù. Ma il progetto non ha avuto un seguito. Da oltre dieci anni l'intera struttura e le zone adiacenti sono state rivitalizzante grazie all'impegno della Comunità Incontro di Don Gelmini. Alcuni padiglioni sono stati destinati all'attività della Comunità, altri invece ad ostello (non sempre aperto).

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