SESTA TAPPA

DAL PASSO DELLA LIMINA A MONGIANA



ALTITUDINE: minima 822 m., massima 1131 m.
TEMPO DI PERCORRENZA: 6/7 ore
DIFFICOLTA': E
SEGNAVIA: rosso-bianco-rosso
APPOGGI:albergo, ristoranti, alimentari a Mongiana
INTERSEZIONE CON STRADE ASFALTATE:
1) strada asfaltata Passo della Limina-Fabrizia all'altezza di Monte Seduto;
2) strada Croce Ferrata - Fabrizia a circa 2 km dal Passo dell'Abate.


Al Passo della Limina (m.822) il Sentiero del Brigante lascia definitivamente l'Aspromonte per inoltrarsi nelle Serre Vibonesi. Ci si incammina lungo la strada asfaltata che porta alla diga sul Metramo, sopra Galatro. Superato il bivio per Giffone si lascia l'asfalto per immettersi, sulla destra, nel sentiero che corre in una incantevole valle caratterizzata da fitti boschi e da ruscelli dalle acque limpide.

Quando il sentiero intercetta la strada sterrata si piega a sinistra e si segue quest'ultima per salire, dolcemente, fino alle pendici di Monte Seduto (m.1143) e alla strada che corre nei pressi della vetta.

Si percorre la strada asfaltata che presto si biforca. Subito dopo ci si immette nell'agevole sentiero che si snoda lungo il crinale scendendo prima dolcemente e subito dopo decisamente. Si attraversa un piccolo corso d'acqua, affluente del Metramo, si prosegue in leggera salita per qualche centinaio di metri e si prosegue quindi in pianura nell'ampia vallata del Metramo. Si piega a sinistra alla prima biforcazione e a destra alla seconda nei pressi di un piccolo corso d'acqua. A questo punto il sentiero, immerso nella faggeta, sale fino alla linea di displuvio dove intercetta la strada sterrata che dalla località Faggio dell'Orologio conduce a monte Crocco.

Si piega a sinistra e dopo poco a destra per scendere fino alla strada asfaltata che scende da Croce Ferrata conduce a Fabrizia. Si attraversa l'asfalto per immettersi in un delizioso sentiero che porta alle case sparse della Contrada Angelella (m.951). Dopo pochi minuti, procedendo lungo un sentiero caratterizzato dai solchi lasciati dalle "toppe", appare Fabrizia (m.963), tipico paese di montagna patria di boscaioli e carbonai. Si attraversa il Paese e, in prossimità delle ultime case, ci si immette nel sentiero che attraversa zone ricche di colture, terrazzamenti e masserie. Superato un ponticello in legno si sale per un breve tratto fino alla Contrada Santa Maria (m.873) e quindi, dolcemente, si scende a valle. Lungo questo tratto del sentiero si potranno osservare le fumanti carbonaie.

Giunti al fiume Allaro lo si attraversa per inerpicarsi, subito dopo, lungo il sentiero che, ben presto, si perde tra le case basse di Mongiana (m.922). Mongiana, in posizione di equidistanza tra la costa ionica e quella tirrenica, è nata e si è sviluppata come centro abitativo delle maestranze impiegate nelle Regie Ferriere. Nelle Serre, ricche d'acqua e di boschi d'alto fusto, già ai tempi di Fieramosca funzionavano officine di fusione e lavorazione del ferro. I Borboni potenziarono le ferriere di Mongiana e nel 1782 le officine furono rimodernate sia nella tecnologia che nell'aspetto amministrativo ed organizzativo. Con l'unità d'Italia le Regie Ferriere ridussero gradatamente la produzione fino a fermarsi definitivamente nel 1873. L'economia della zona ne risentì e gli abitanti furono costretti ad emigrare oppure a trasformarsi da specialisti manipolatori del ferro in braccianti agricoli. La fabbrica, interessata da importanti lavori di recupero e restauro, è una eccezionale testimonianza di architettura industriale.

Oggi Mongiana è un centro agricolo e deve la sua importanza all'Azienda del Corpo Forestale dello Stato con i suoi parchi, le sue caratteristiche baite, il suo museo naturalistico e i suoi allevamenti di daini, mufloni, cinghiali e cavalli di razza avelignese e murgese.

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